domenica 18 gennaio 2015

sapere se si puo effettuare downgrade alla ps3

Non sai se la tua PS3 puo' effettuare il downgrade? Questa piccola guidaconsente di verificare se la vostra PS3 puo' effettuare il downgrade e come cercare il numero seriale


Come cercare il seriale della PS3

Nuovi Modelli


Vecchi modelli





Modelli che possono effettuare il downgrade

Qui sotto potete verificare se la vostra PS3 puo' effettuare il downgrade.Ricordo che l'unico firmware che puo' installare i cfw e' il 3.55.In caso di problemi scrivere nella sezione supporto del sito

MODIFICA PS3 ROGERO

E’ venuto il momento di tornare a parlare della modifica software per Playstation 3 dopo lungo tempo.
Aggiornare PS3 Rogero Multiman
In particolare, questa guida è dedicata a quanti hanno ancora il custom firmware kmeaw 3.55 (o versioni di Rogero CFW <= 4.50) e vogliono aggiornare la console al custom firmware 4.50 per poter giocare alle proprie copie di backup degli ultimi titoli.
Con questa soluzione sarà possibile:
  • Giocare qualsiasi titolo per PS3 senza ricorrere a patch dei file .EBOOT
  • Giocare praticamente a tutti i titoli su hard disk esterno FAT32, avendo cura solamente di splittare i file di dimensione maggiore a 4GB (vedere Appendice A).
  • Giocare online (disponibile procedura safe in un futuro articolo su questo blog, continuate a seguirci).
GiardiniBlog, lo staff e l’autore dell’articolo, non si assumono alcuna responsabilità, seguite le istruzioni a vostro rischio e pericolo. In questo blog siamo contro la pirateria. Usate solo copie di backup dei giochi regolarmente acquistati e di cui siete in possesso.
Sezioni del Tutorial:
  1. Info e requisiti
  2. Download dei file necessari
  3. Preparazione chiave USB
  4. Installazione del CFW Rogero
  5. Installazione Multiman 4.50
  6. Risoluzione problemi e mini-guide
    1. Backup con file maggiori di 4GB
    2. Controllo dell’md5 del firmware
    3. Risolvere errore 8002F169 e 8002F157
    4. Entrare nel menu di Ripristino / Restore
  7. Commenti all’articolo

Info e requisiti

Questa guida permetterà di avere la PS3 aggiornata alla versione 4.50. Vediamo i requisiti e le cose fondamentali da sapere prima dell’installazione:
  • OFW3.55 (ovvero il firmware originale 3.55) o qualsiasi versione di CFW <= 3.41/3.55/4.21/4.30/4.40/4.41/4.46/4.50.
  • L’installazione da OFW >3.55 richiedere un flasher hardware installato su PS3 per portare la console al firmware 3.55. Chi possiede una delle ultime versioni di console Playstation 3, con firmware superiore a 3.55, dovrà quindi necessariamente eseguire un downgrade hardware per modificare la propria console. Questa procedura non è riportata su questo blog.
  • Rimuovete qualsiasi gioco all’interno del lettore!
  • Se avete già MultiMAN installato, effettuate sempre un backup della NAND/NOR tramite MultiMAN e conservatelo. In caso di brick o problemi dovete avere questo backup per usare un flasher hardware!
Aggiornamento 20/11/2013Aggiunge note e mini-guide per la risoluzione di problemi.
Aggiornamento 23/10/2013Aggiunto Rogero CFW 4.50 v1.01 e alcune note.
Changelog originale per la versione Rogero CFW 4.50 1.01
Added the ToolBox to [app_home/PS3_GAME] to restore multiMAN/StealthMAN launch mode from ToolBox.
Added XMB InGame ScreenShot Feature.
ReactPSN patch to work offline without the need to log into PSN at all.
Cinavia Disabled for HDD content only using the DEX files.
noBD/noBT patches to allow installation on consoles with broken BluRay Drive or Bluetooth board.
This CFW can be installed fine from XMB Update over OFW3.55 or any CFW ver <= 3.41/3.55/4.21/4.30/4.40/4.41/4.46/4.50
HDD can be swapped/changed and the CFW will re-install without any problem.
Patched LV1 to disable LV2 Protection.
Patched LV1 to add peek/poke support.
Patched LV1 Core OS Hash Check (to prevent Bricking on non-dehashed downgraded consoles)
Patched LV2 to add peek/poke support.
QA Flag enabled by default to allow for easier downgrading using Recovery Menu.
RSOD screen bypass patch for RSOD machines (it won't fix the RSOD but allows the PS3 to boot fine into XMB)
PSN/SEN access is available but it's not recommended.
It can run games signed with Keys up to version 4.50 without any Eboot/Sprx patching needed.
The CFW can be used for Downgrading with Hardware flashers with PS3 Flash Auto Patcher v4.46a
Il custom firmware che andremo ad installare sulla console è Rogero CFW 4.50, ormai considerato il più stabile CFW e anche quello con le differenze minime rispetto al firmware originale Sony.
Vediamo come è possibile aggiornare il custom firmware (CFW) in maniera molto semplice.

Download dei file necessari

Preparazione chiave USB

Rinominate il file che avete scaricato al punto precedente da PS3UPDAT_Rogero_CEX_4.50_v1.01.PUP in PS3UPDAT.PUP
A questo punto, prendete una penna USB e create al suo interno una directory PS3. Dentro la directory appena creata, createne una seconda con il nome UPDATE. Spostate all’interno della directory UPDATE il file PS3UPDAT.PUP.
In breve il percorso da utilizzare per consentire alla console di trovare il nuovo firmware sulla penna USB èPS3\UPDATE\PSUPDAT.PUP
penna USB PS3UPDAT
Decomprimente l’archivio multiMAN ver 04.50.02 BASE (20131013).zip e copiate il file multiMAN ver 04.50.02 BASE CEX (20131013).pkg nella root della penna USB.
Multiman USB

Installazione del CFW Rogero

Inserite la penna USB e avviate la vostra PS3. Spostatevi nel menu Impostazioni e selezionate Aggiornamento del sistema. Nota: Ricordatevi di tenere disattivata la connessione ad internet e disattivate l’aggiornamento automatico del sistema. SceglieteAggiorna tramite supporti di memorizzazione.
rogero cfw installazione
Fate partire l’aggiornamento e aspettate che la console si riavii automaticamente e che si completi l’installazione del firmware. Una volta terminata la procedura, verificate di aver aggiornato correttamente la console, andando nel menu Impostazioni > Impostazioni del sistema > Informazioni sul Sistema.
rogero 4.50

Installazione Multiman 4.50

Continuiamo con l’installazione del backup loader Multiman per le nostre copie di backup. Andiamo in Gioco e selezioniamoInstall Package Files sempre con la penna USB inserita. Scegliamo multiMAN ver 04.50.02 BASE CEX (20131013).pkg dalla lista. Va bene anche se avete già una versione precedente e dovete aggiornare alla versione nuova di MultiMAN.
multiman
Terminata l’installazione, avremo Multiman nell’interfaccia XMB della nostra PS3!
multiman cfw 4.50
Il backup manager sarà in grado di trovare le copie di backup presenti sull’hard disk esterno FAT32. Tutti i giochi, dovranno essere in una directory GAMES (oppure GAMEZ) dell’hard disk. Nel caso di copie di backup con file suddivisi in parti da massimo 4GB, il programma stesso provvederà ad effettuare il merge (ricombinare i file in un unico file) al momento della primo avvio del gioco e farne una copia nell’hard disk interno alla console. Consultate l’Appendice A per sapere come preparare le vostre copie di backup con file >=4GB su hard disk FAT32. Multiman è estremamente comodo e potente e consiglio di provare ad esplorarne le funzionalità (non oggetto di questa guida).
Presto sarà disponibile anche la guida per il gioco online sul PSN. E’ altamente sconsigliato collegare direttamente la PS3 ad internet al termine di questa procedura di aggiornamento. Sono molto frequenti i ban che portano all’esclusione completa dalPSN.

Risoluzione problemi e mini-guide

A questo punto, raccolgo una serie di consigli e mini-guide che possono tornare molto utili. In particolare vedremo come risolvere i problemi più comuni che ci potremmo trovare davanti durante la preparazione e l’installazione della modifica software PS3.

Backup con file maggiori di 4GB

Se avete una copia di backup con dei file maggiori di 4GB, non potete semplicemente copiarli nell’hard disk esterno formattato in FAT32. Dovrete prima splittarli e suddividerli in più parti e, solo in un secondo momento, copiare tutta la directory del gioco sull’hard disk esterno. Per effettuare questo operazione scaricate il programma split4G (solo per Windows) da questo link:
split4g
Scompattate e avviate split4G. Selezionate da Source game folder la directory originale del gioco sull’hard disk del computer.Destination game folder sarà invece la directory da copiare sull’hard disk esterno. Cliccate su Start per iniziare la procedura di split. Una volta collegato l’hard disk USB alla Playstation 3, MultiMAN si accorgerà della presenza dei file splittati (avranno, per esempio, estensione .666xx) e li copierà automaticamente al primo avvio, sul disco interno della console. Non dovrete fare più nulla se non godervi il gioco!

NON MI ASSUMO NESSUNA RESPONSABILITA

ps4 vs xbox one



Sarà la sfida commerciale del Natale, pochi dubbi. Playstation 4 contro Xbox One. Sony contro Microsoft, Oriente contro Occidente (seppure anche dietro la macchina giapponese ci sia un americano di 49 anni, Mark Cerny). Ma decisiva sarà anche un'altra sfida: console contro smartphone e tablet, quest'ultimi sempre più potenti e buoni per giocare (anche a zero euro). Ecco perché la corsa di Sony e Microsoft ha da un lato l'esigenza di offrire dispositivi sempre più potenti e dall'altro quella di cercare connessioni e interazioni con il resto della tecnologia che avanza veloce.

ASPETTO E TECNICA La One al debutto in Italia dopodomani e la PS4 in arrivo il 29 novembre, si presentano al pubblico sbandierando una potenza otto volte superiore alle antenate. Scorrendone le specifiche, però, il cuore è molto simile: sistemi operativi differenti (Xbox One ne ha 3, di cui uno serve a far comunicare gli altri due) ma processori centrale e grafico sostanzialmente uguali, entrambe dotate di lettore blu ray e sempre più protese al cloud gaming e al multiplayer. Col bilancino del farmacista, PS4 è leggermente più performante ma è una differenza davvero minima: quando si parla di grafica e fluidità spesso ci si scorda che molto dipende dalla tv e dal gioco. Il design è simile, rimandano un po' entrambe al monolite di 2001: Odissea nello spazio, con la console di Sony che è più corta e sottile e pesa circa un chilo meno dell'altra.

FILOSOFIE Le differenze si possono scorgere nelle diverse filosofie che sembrano ispirare i contendenti. La Ps4 costa 100 euro in meno (399 contro 499) e lo stesso slogan di presentazione "This is for the players" sottintende il rivolgersi a giocatori duri e puri. Xbox One invece punta a un pubblico più ampio, a creare sinergie col variegato mondo Microsoft, a implementare meglio musica e tv on demand (servizi che in Italia ancora non hanno attecchito, ma che all'estero vanno forte) oltre che Skype, e il sovrapprezzo (ma nel pack c'è anche un gioco tra Forza Motorsport 5 e Fifa 14) sembra risiedere nel sensore di movimento incluso, Kinect 2,0, capace di cogliere labiale, movimenti e battito cardiaco di ben sei persone. Non a caso il vicepresidente di Microsoft Studios, Phil Spencer, quando lo incontrammo all'E3 di Los Angeles, continuò a parlare di "sistema di intrattenimento globale più che di console". PS4, il cui sensore di movimento (Eye) va comprato a parte, propone qualche novità sul pad (un altoparlante e una piattaforma touch) laddove quello di One resta abbastanza simile al precedente.

CONNETTIVITA' Oltre a mettere nelle console tanto che non sia gioco (prerogativa più di Microsoft, vedi in alto), un'altra sfida nella sfida è legata a portare il gioco fuori dalle stesse. Xbox One si fa forte della tecnologia Smartglass, già utilizzata su 360 che utilizza tablet e cellulari come "parti mobili" della console: in certi giochi, per esempio, potremo ricevere sul telefonino messaggi e missioni dai personaggi. Playstation 4 invece punta sull'interazione con la sua console portatile, Vita. Che in due anni non ha venduto tanto (poco più di 6 milioni in tutto il mondo di cui meno della metà in Europa), e che così Sony ha in programma di rilanciare.

SUL MERCATO Sono più di un milione le Ps4 vendute nel solo primo giorno (negli Usa è già uscita) e la Sony conta di giungere ai 5 milioni entro marzo. Per la stessa data, secondo le previsioni, One dovrebbero pedinarla con 4,5 milioni di console. Per una next gen che parte già forte, però, c'è un lato oscuro: i vecchi giochi. Xbox One e PS4 non leggono i cd dei loro antenati, i sistemi sono totalmente differenti. E chi ha comprato un "giocone" un mese fa e ora lo vuole sulla nuova console che fa? Paga. Circa 10 euro, in aggiunta alla permuta della vecchia versione. Si potrà fare con quasi tutti i nuovi blockbuster (oltre alle offerte di vecchi capolavori scaricabili). Ma in tempi di crisi sarà un cambio di rotta duro da far digerire.

IL TERZO INCOMODO NINTENDO Tra XBox e Playstation c'è Nintendo: mai sottovalutarla. L'ultima nata della casa, la portatile 2DS, deve ancora convincere, mentre l'alta gamma della produzione domestica, Wii U, registra un bilancio di 3,91 milioni di console "piazzate" contro i 9 previsti per la fine dell'anno fiscale 2014. Imminente l'arrivo degli assi della casa: su tutti Super Mario 3D World (59,99 euro), dal 29 novembre. Occhio pure a Wii Fit U: scaricandolo da Nintendo eShop, permette una prova gratuita di un mese fino al 31 gennaio. Mentre in casa Nintendo mostrano entusiasmo per le 100 mila copie vendute in Italia e, in poco tempo, dell'ultimo capitolo dei Pokemon (per la 2DS).

recensione fifa 15


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FIFA 15 – recensione


ltre che per ragioni di natura editoriale, abbiamo scelto di prendere qualche altro giorno per fornire un quadro quanto più completo possibile su FIFA 15, giungendo in ogni caso alla medesima e unica conclusione: questo è un gioco che gli amanti del calcio, virtuale e reale, non dovrebbero per alcuna ragione lasciarsi sfuggire, a prescindere dalla piattaforma di riferimento.
Per questa recensione, come già accennato nell’antipasto messo in tavola dall’early access di sei ore (lo trovate a fine articolo), ho utilizzato un codice per Xbox One offertoci da Electronic Arts. E devo dire che, soprattutto per una questione di controlli e comandi dettata dal quasi perfetto pad della console di Microsoft, è questa la versione definitiva del titolo.
Certo, da un punto di vista grafico si potrà obiettare che le cut-scene ballano per via di un frame-rate incerto nelle condizioni di maggiore affollamento, ma in tutta onestà sono dettagli che in un videogioco di calcio sarebbe poco corretto far pesare per più di quanto realmente incidono. Sempre in tutta onestà, meglio optare per il maggior comfort e per la migliore giocabilità, e queste due componenti non hanno pari su PlayStation 4 – meglio il DualShock 4 delle precedenti iterazioni ma non ancora all’altezza del concorrente – né PC.
Dicevamo dei dubbi che mi hanno spinto a prendere qualche giorno in più. Giocando in Ultimate Team, di cui peraltro parleremo tra qualche rigo, ho notato un ritorno piuttosto importante del tiro ad effetto, una sospettosa facilità nel segnare optando per questo tipo di conclusione. E le mie orecchie si sono subito drizzate, dal momento che questo tarlo aveva già minato le sontuose qualità delle edizioni precedenti le ultime due.
Perché tornare a tale soluzione? I motivi sono sostanzialmente due. Il calcio è spettacolare, tendenzialmente, quando le squadre in campo realizzano tanti e bei gol: l’idea di base è bilanciare la difficoltà che si incontra adesso nel segnare con tiri di collo piede in diagonale rispetto alla porta o rallentando la corsa e cercando di piazzarla “manualmente”, dal momento che le tante nuove animazioni hanno reso gli estremi difensori oggettivamente più forti e complessi da battere.
Inoltre, va considerato che il tiro ad effetto è e rimane una soluzione comunque elitaria, riservata cioè a calciatori che possano permettersela o che abbiano questa skill nel proprio listino di abilità. Tentate il tiro a giro con un terzino, ad esempio, e vedrete che i risultati non saranno certo positivi come in FIFA 08-09. Oltre ai soliti noti, aggiungo, sono in pochi quei calciatori in grado di avere effetto, corsa e forza sufficienti da risultare pressoché immarcabili o inafferrabili una volta davanti alla porta. Capiterà di incontrarne e allora ci sarà da lamentarsi, ma certo non solo per il tiro di piatto. Discorso simile per i colpi di testa: si potrà dire che talvolta questi sprigionano una potenza inaspettata per il tipo di stacco, e magari un intervento via patch non farà scontenti, ma difficilmente si avrà da ridire sul fatto che cross di Candreva e colpi di testa di Higuain porteranno molto spesso ad una segnatura.
Può essere interessante aggiungere altri tre ingredienti rispetto all’articolo delle “sei ore” che vi abbiamo sottoposto qualche tempo fa. Ultimate Team, ancora modalità Carriera, gioco online.
Partiamo dall’Ultimate Team, la porzione del titolo che più rende nelle casse di Electronic Arts: una modalità che rimane alla base identica alla controparte dello scorso anno, iterazione nella quale aveva subito un lieve restyling visivo e nient’altro. Novità pressoché unica è quella del “prestito”: il funzionamento è quello tipico dell’acquisto delle carte, con la sostanziale differenza che alla scadenza del contratto l’atleta sparisce dalla propria rosa. Una soluzione che può tornare utile in mancanza di fondi e prossimità di tornei o partite fondamentali per la buona riuscita della stagione, ma nient’altro. Si poteva fare di più? A domanda rispondo con una domanda: col rischio di sottrarre equilibrio ad una formula già collaudata e di grande popolarità?
Sul gioco online, dopo il day one un po’ turbolento dovuto all’affollamento dei server di EA Sports, è tornato tutto alla normalità e, nonostante report catastrofici, devo sottolineare che raramente negli scorsi anni ho avuto esperienza di netcode tanto stabile e regolare. La speranza è che il sistema regga al netto dei week-end popolati e dell’aggiunta ormai annuale di nuove piattaforme (e conseguentemente carne fresca tra gli utenti).
Quanto alla modalità Carriera, due annotazioni. Mi ero espresso in merito alla simulazione delle partite e devo dire che fondamentalmente la situazione è cambiata in confronto a FIFA 14: con una squadra forte (o resa tale) difficilmente troverete le sorprese che hanno caratterizzato le passate release, ossia si potrà stare relativamente tranquilli nei testa coda che un tempo erano da cardiopalma.
Per ciò che riguarda infortuni e squalifiche, beh, avevo parlato di un miglioramento sensibile ma la sostanza è praticamente immutata. Pare che la logica sia quella di dissuadere l’utente dal simulare le partite, “invogliando” con questa serie di disincentivi a giocare in prima persona. Una scelta non del tutto comprensibile, vista anche la chiusura del franchise FIFA Manager: si sarebbe potuto approfondire l’aspetto manageriale o comunque rendere più avvincente la scorciatoia tanto amata dai fan delle carriere lunghe.
Per gli utenti più esperti, poi, la scalata alla vetta della classifica può risultare troppo semplice. I meccanismi sono bene o male gli stessi che hanno reso gradevole, soprattutto ai miei occhi, questa modalità e ciò mi ha messo al primo anno in condizione di vincere uno Scudetto con il Napoli. Da qui ho messo su una squadra invidiabile già all’inizio della seconda stagione, pur con un budget non eccelso quale quello della società partenopea. Non necessariamente un difetto per chi vuole un’esperienza tutta da godere, ma al livello di difficoltà Leggenda ci si potrebbe aspettare un tasso di sfida più elevato.
Insomma, dubbi e incertezze che ci sono e non rendono questo un videogioco perfetto. FIFA 15 permane tra gli esponenti più riusciti dell’omonima serie ad essere arrivato sul mercato perché porta il franchise a tutti gli effetti nella next-gen dopo l’uscita un po’ sperimentale dello scorso anno – preferisco non citare il caso dei tornei personalizzati che è stato per fortuna superato – e fornisce un’esperienza solida sfruttandone le caratteristiche principali, a partire dall’intelligenza artificiale.
Mi ha divertito come pochi altri finora, pur prestando il fianco a diverse osservazioni dopo ore attente e (molto) esigenti di gioco. Prima di lanciarsi in tutti i teoremi tecnici e tattici, prima di dirsi soddisfatti o rimborsati sulla base di elementi che potrebbero cambiare alla prossima patch, fa sempre bene ricordarsi cosa può portare e cosa no dopo tanti anni ancora ad un voto come quello che vedete di seguito. E a valutarlo nella maniera più lungimirante e onnicomprensiva possibile.
[mks_dropcap size=”52″ bg_color=”#ffffff” txt_color=”#e64946″]8[/mks_dropcap] FIFA 15 è ora disponibile per PC, PlayStation 3, PlayStation 4, Xbox 360 e Xbox One. Abbiamo realizzato la nostra recensione con un codice del gioco per Xbox One fornitoci da Electronic Arts.
fifa 15 banner

FIFA 15: LE PRIME SEI ORE – RECENSIONE

L’abbiamo seguito per mesi con gli aggiornamenti quotidiani di Electronic Arts sulle statistiche dei calciatori, i video gameplay proposti dall’editore e quelli realizzati dal nostro Michele Capuozzo, i commenti sul titolo sia in ottica rating che in quelli della pura giocabilità, che abbiamo per la prima volta ammirato alla Gamescom 2014. Ora è giunto il momento di valutarlo nella sua pienezza e completa complessità, o quasi.
FIFA 15 è ad un passo dall’uscita – sarà nei negozi da giovedì 25, e grazie al servizio EA Access ho avuto modo di metterci le mani sopra con un discreto anticipo già nel fine settimana appena conclusosi. Dal momento che il programma, esclusiva Xbox One, offre una versione del gioco completa ma con timer, ho potuto testarlo per sole sei ore: non pochissime in un titolo appartenente a generi come shooter e racing, decisamente scarse per una visione d’insieme sull’ennesima e attesa iterazione del calcio secondo EA Sports.
Per questo motivo, quella che vi apprestate a leggere non sarà l’unica recensione di FIFA 15 che leggerete su TMAG.it: contiamo di proporvene un’altra nell’immediatezza del lancio e dunque riteniamo corretto non corredarla del consueto voto finale che esprimerò soltanto in tale sede.
Fatte queste doverose precisazioni, possiamo passare ad un’analisi preliminare della produzione EA. Mai come quest’anno era interessante scoprire come lo sviluppatore avrebbe trattato la sua IP sportiva di punta, dopo l’uscita di una versione estremamente performante – quella per console next-gen – di FIFA 14 “castrata” per ragioni di tempo e d’opportunità sia per quanto concerne il comparto grafico, sia per la misteriosa sparizione di talune modalità. In primis, i tornei personalizzati, fondamentali per l’altrettanto pivotale gioco in compagnia degli amici.
La risposta c’è stata e, come del resto avevamo già intuito nelle precedenti iterazioni, Electronic Arts ha lavorato di lima, ripulendo e affinando la formula vincente offerta sin qui, ascoltando laddove possibile il feedback dei giocatori e mutuando dalla concorrenza alcuni aspetti meritevoli. Due quelli che ho intravisto nella prova da sei ore cui mi sono sottoposto intensivamente nel week-end: la presentazione della rosa e, cambiamento sottile ma gradito, la gestione del compagno nella battuta delle rimesse laterali.
Nella presentazione della rosa e della formazione, così come nei menù per le ricerche di mercato, il developer ha optato per una orizzontalizzazione à la PES cui non eravamo abituati. Questo vuol dire che, in luogo del classico elenco numerato con nomi e posizioni dei calciatori, FIFA 15 propone una riproduzione verdeggiante del campo di gioco e delle maglie sponsorizzate di tutto l’undici.
Appena sopra campeggia il poligono che indica le inclinazioni di ciascun protagonista, proprio come abbiamo imparato ad amare e odiare nel franchise di Konami, e questa “innovazione” fa parte di una strategia graduale per la sparizione quantomeno visiva dei personality plus – niente più figurine affianco ai nomi, soltanto le ormai classiche definizioni delle abilità come tiro da fuori o cross anticipato.
Potrà sembrare un particolare irrilevante e invece è il segno dei tempi che cambiano in casa FIFA, evidenziato dai rating che a lungo abbiamo commentato nelle scorse settimane: maggiore attenzione su valutazioni più equilibrate per tutti, non a caso qualcuno ha storto il naso per il calo di Bale e una manciata di altri top player, e meno stravaganze con dubbie assegnazioni o mancate assegnazioni di questa o quella skill. Una maniera equilibrata di lavarsene le mani, insomma, di fronte alle tante polemiche generate da errori talvolta grossolani come, nel passato recente, l’assenza di un personality plus per il tiro dalla distanza nella scheda di Mario Balotelli.
Quanto alle rimesse laterali, è una manna dal cielo la possibilità di selezionare e muovere il proprio compagno di squadra per prepararlo nel migliore dei modi a ricevere la palla. Nei capitoli degli scorsi anni, infatti, molto spesso capitava di gettare alle ortiche le rimesse con le mani, solo perché il movimento della levetta analogica non era stato ben recepito dal gioco o si era caricata troppo la barra dell’energia. Non vi nascondo che questa era una delle cose che ho sempre invidiato a PES e sono ben felice di vederla riproposta, peraltro in maniera poco invasiva e funzionale, nel nuovo FIFA.Venendo al gameplay, un paio di cose che non avevo notato nella concitazione di Colonia mi sono subito saltate all’occhio. In primis, una rivalutazione del ruolo del portiere e delle sue caratteristiche. Nel mio hands on dalla Germania vi avevo parlato con tono un tantino deluso delle tante nuove animazioni promesse da Electronic Arts: ebbene queste si presentano in maniera molto forte nella build completa, rivoluzionando se non il comportamento dell’estremo difensore, ancora soggetto ad errorini dettati dall’IA di base applicata a tutti i calciatori, il pacchetto delle loro animazioni.Questo si traduce in una maggiore varietà degli interventi e in una loro evidente minore plasticità. Per intenderci, non vi sembrerà di guardare ogni volta la stessa parata, perché il tuffo del vostro Buffon o Rafael Cabral sarà effettivamente diverso a seconda che si verifichi questo o quell’avvenimento. Se il portiere decide di tuffarsi a destra ma il tiro assume una traiettoria del tutto inaspettata, non sorprendetevi di vedere dei tunnel realizzati a suo scapito; allo stesso modo, non meravigliatevi di un colpo di reni efficace ma brutto da vedere, ossia realistico, ossia sempre più vicino all’intento di simulazione che EA Sports si è da anni preposta.
E non solo in tale aspetto FIFA 15 si muove fattivamente verso la definizione di simulazione. Mentre FIFA 12 e FIFA 13 in particolare si erano mossi verso il realismo visivo, con regia e grafica pensate per cogliere l’essenza del calcio inglese, il capitolo di quest’anno parte dalle fondamenta dell’imprevedibilità ricercata da FIFA 14 e ne sparge ampie dosi sul campo di gioco. Ne risente in maniera particolare l’utente di vecchia data, quello che aveva capito il funzionamento del titolo e lo batteva ormai con una facilità disarmante.
Esempio di ciò è il tiro, profondamente cambiato rispetto alle iterazioni precedenti per sposare l’ancor più grande libertà concessa alla fisica della palla. Da giocatore assiduo avevo imparato nel corso degli anni che calciare in corsa, poco realisticamente, non avrebbe mai portato al gol e che sarebbe stato sempre più fruttifero fermarsi almeno per qualche secondo prima di far partire il proprio siluro. Il tutto condito da un’angolazione precisa, possibilmente diagonale, rispetto alla porta.
Non più. In FIFA 15 (finalmente?) il calciatore da fermo non ha più la forza necessaria per fare arrivare la palla nel rettangolo della porta, e se dà imprime troppa spinta al proprio calcio finisce per mandare la sfera in tribuna – a meno che non sia il già citato Balotelli, o Marchisio, o… Questo dettaglio mi ha portato a divorare tante reti ma anche a capire che in lieve corsa, in buon equilbrio o persino di prima è sempre decisamente meglio.
Un’altra novità per gli amanti dell’attacco disperato è il nuovo assetto denominato, appunto, “attacco totale”. Questo segue il ben noto “ultra offensivo” che, in caso di svantaggio negli ultimi minuti di gioco, è praticamente un must e in sostanza equivale all’atteggiamento assunto in campo dalla squadra durante i calci d’angolo nell’area avversaria: un solo giocatore fermo nella metà campo di difesa, uno più rapido ad oscillare come un pendolo tra le due fasi e tutti in the box. Lo userei giusto allo scadere del tempo regolamentare in finale di Champions League, non so voi…
Da amante della Carriera, vista la scarsità del tempo concessomi dal pass di sei ore firmato EA Access, mi sono cimentato prettamente in questa modalità per coglierne pregi e difetti rispetto alla passata release. Posto che è ancora molto divertente, effettivamente ho notato diverse migliorie basate sul feedback degli appassionati, come – giusto per citarne alcune – una simulazione delle partite non giocate in prima persona meno punitiva, con meno espulsioni o infortuni sporadici e non costantemente gravi, e una migliore gestione dell’osservatore.
Alla figura dell’osservatore e al suo compito è sempre legata la scoperta dei valori dei calciatori meno famosi, ma questa è completa una volta che lo scout ha portato a termine la fase esplorativa – peraltro anche questa è molto più rapida che in passato – e quindi mostra anche l’overall del giovane cui magari siamo interessati. Un passo indietro rispetto al realismo estremo di FIFA 13 e FIFA 14? Forse, ma ogni tanto è bene ricordarsi che “sono solo videogiochi” e che alleggerire su alcuni dettagli può fare la differenza. Come in questo caso: il mercato è molto fluido e coinvolgente, duro nelle sue regole ferree tra ingaggi e costo del trasferimento, ma almeno non si ha la sensazione di essere stoppati o rallentati da una malvagia forza superiore.Non è tutto rose e fiori, comunque: il comportamento della dirigenza è in talune circostanze ancora incoerente, come quando mi è stato detto, dopo tre vittorie in tre partite, di non essere in discussione nonostante la “preoccupante” situazione della squadra in classifica – peccato perché le pretese di inizio stagione sembrano più ragionevoli. Un tantino deludente pure la grande, francamente eccessiva richiesta di nazionali per un allenatore che abbia appena avviato la sua carriera.Un’ultima menzione su due aspetti “scenici” di FIFA 15: la tanto attesa nuova telecronaca di Pierluigi Pardo e Stefano Nava, e il frame-rate inaspettatamente ballerino in un paio di situazioni. In primis, sostituire una coppia di mostri sacri come Fabio Caressa e Beppe Bergomi non è mai facile ma in questo caso la staffetta ci voleva: il duo di Sky ha sostenuto le nostre imprese sulla serie di EA Sports per anni e anni, e dare una voce nuova al gioco è stata una mossa abile della divisione italiana per svecchiarlo un po’.

Ciò detto, ho una particolare predilezione per Pierluigi Pardo – voce calda, commento informale ma estremamente minuzioso e appassionato – e sono molto contento che la scelta di EA sia ricaduta su di lui: scelta riuscitissima sia per il personaggio che per le parole pronunciate in cronaca, forse poche e talvolta mal cadenzate, ma inedite e  non allineate con la banalità che ci si potrebbe aspettare da un videogioco comunque istituzionale.
Quanto al frame-rate, questo è solidissimo durante il gioco ma tende a crollare visibilmente nei replay più concitati e nelle esultanze più popolate. Un effetto poco gradevole che va ad unirsi all’uso del motion blur nei replay – ora più “intelligenti”, dal momento che appaiono anche a lunghe distanze dalle azioni in tempo reale e all’uscita della palla dal campo – che non mi ha mai entusiasmato troppo… anzi. Ma sul comparto grafico nella sua interezza, così come su Ultimate Team, sulla composizione delle squadre di club o nazionali e sulle altre modalità di gioco, mi pronuncerò non appena avrò modo di mettere le mani sull’edizione retail del titolo.
Per ora, in attesa di esprimermi con il fatidico voto numerico, sono per una promozione netta del nuovo FIFA. FIFA 15 mi è parso, nella prova di sei ore cui, ripeto, ho avuto il lasciapassare grazie ad EA Access, una rielaborazione estremamente assennata di una formula di successo e in qualche caso un rimescolamento di cui visceralmente si iniziava a sentire il bisogno.
Qualche zona d’ombra rimane ma non riesce almeno per il momento ad oscurare quanto di buono EA Sports ha fatto per mettere sul tavolo un titolo che fosse non solo pienamente next-gen, ma anche una gustosa evoluzione dell’immediato precedessore, basato sui pareri dei tanti fan sparsi per il mondo.
Vedremo se alla lunga emergeranno altri difetti ed eventualmente quale sarà il loro peso sul giudizio complessivo.